Ottobre 9, 2019 I danni provocati dal fumo

Genocidio da fumo, 8 milioni di morti ogni anno per le sigarette

Genocidio da fumo, 8 milioni di morti ogni anno per le sigarette: è come se sparissero gli abitanti di New York

Un genocidio da fumo: anzi, un auto-genocidio della razza umana. Ecco i dati spaventosi, raccapriccianti, per quanto prevedibili: il fumo da sigarette, entro il 2030, ucciderà ogni anno oltre 8 milioni di persone, contro i 7 milioni attuali, se non saranno attuate efficaci politiche di contrasto. È come se fosse cancellata di colpo la città di New York.

Sarà una giornata all’insegna dello ‘Stop Smoking’, perchè l’invito ai fumatori è di astenersi per almeno 24 ore dal fumo di sigarette convenzionali. L’edizione 2019 è dedicata in particolare al tema ‘Tabacco e la salute dei polmonì, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sugli effetti nocivi derivati dall’uso del tabacco e dal fumo passivo, fra le principali cause di morte al mondo: sono circa 900mila, infatti, i decessi ogni anno proprio a causa del fumo passivo. L’allarme riguarda soprattutto i Paesi a basso e medio reddito, dove vive circa l’80% degli 1,1 miliardi di fumatori mondiali. E le conseguenze pesano anche sui bilanci: in generale, il costo che il tabagismo ha sull’economia ammonta al 2% del Pil globale.

Ma l’Oms mette in guardia innanzitutto dai danni alla salute: il fumo è la causa principale del cancro al polmone ma cessare il vizio, afferma l’organizzazione, riduce il rischio e dopo 10 anni di stop dalle sigarette il pericolo di contrarre il cancro scende a circa la metà rispetto ad un fumatore. Globalmente inoltre, secondo le stime Oms, 165.000 bambini muoiono prima dei 5 anni di infezioni respiratorie causate proprio dal fumo passivo. E quelli che vivono fino all’età adulta continuano a subire delle conseguenze, per via delle frequenti infezioni respiratorie. Il fumo è poi un agente molto pericoloso per l’inquinamento dell’aria: contiene oltre 7000 sostanze chimiche, 69 delle quali sono note come cancerogene. Ma c’è di più: anche se il fumo risulta invisibile e inodore, può rimanere sospeso nell’aria anche per cinque ore, mettendo in serio pericolo la salute dei soggetti ignari che frequentano degli spazi chiusi.

Nonostante gli allerta internazionali, però, i numeri degli amanti delle bionde restano alti: il vizio riguarda 12,2 milioni di italiani, il 27,7% (+3,8 punti negli ultimi anni) degli uomini e il 19,2% delle donne (-1,6 punti). Ed a preoccupare sono principalmente i giovani: tra i 14 e i 17 anni un giovane su 10 fuma abitualmente e addirittura, rileva l’Istituto superiore di sanità, si inizia a fumare anche a 9-10 anni alle elementari e oltre la metà dei fumatori abituali tra 14 e 17 anni fuma pure cannabis. A livello mondiale, fumano oltre 24 milioni di ragazzi tra 13 e 15 anni, tra cui 17 milioni maschi e 7 milioni femmine.

Cosa fare allora per passare al contrattacco? Una tra le misure indicate è, ad esempio, l’aumento del prezzo dei prodotti a base di tabacco che, sostiene l’Oms, è un valido deterrente che «incide in misura variabile tra Paesi ad alto e basso reddito, portando alla dismissione rispettivamente il 4% e l’8% dei fumatori a fronte di un incremento di prezzo del 10%». Una proposta rilanciata anche in Italia, capofila gli oncologi dell’Associazione italiana di oncologia medica Aiom.

Fonte: Il Messaggero

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