Settembre 14, 2017 I danni derivati dal consumo di sigarette

I danni derivati dal consumo di sigarette

I DANNI DERIVATI DAL CONSUMO DI SIGARETTE

L’assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media
oltre che sulla qualità della stessa: 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di
un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di
vita. Si stima che di 1.000 maschi adulti che fumano uno morirà di morte violenta, sei moriranno
per incidente stradale, 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate.
Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l’apparato broncopolmonare e quello
cardiovascolare sono i più bersagliati. Il “Center for Disease Control and Prevention” (CDC) degli
U.S.A. ha identificato 27 malattie fumo-correlate. Ogni malattia ha un particolare rischio correlato al
fumo. La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione (anche passiva) al fumo di tabacco, è
direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso.
Più precisamente sono determinanti:
• età di inizio
• numero di sigarette giornaliere
• numero di anni di fumo
• inalazione più o meno profonda del fumoLe patologie fumo-correlateTumore al polmone
Secondo L’Organizzazione Mondiale della Sanità il 90-95% dei tumori polmonari, l’80-85% delle
bronchiti croniche ed enfisema polmonare ed il 20-25% degli incidenti cardiovascolari, sono dovuti
al fumo di tabacco.
In Italia si stima che il fumo sia responsabile del 91% di tutte le morti per cancro al polmone negli
uomini e del 55% nelle donne, per un totale di circa 30.000 morti l’anno

Effetti del fumo sul sistema broncopolmonare
Il fumo è una principali cause di:
• bronchite acuta e, alla lunga, di bronchite cronica (presenza di tosse ed escreato per
almeno tre mesi all’anno per 2 anni consecutivi) ed enfisema (abnorme allargamento degli
alveoli con distruzione delle loro pareti);
• aumentata incidenza e gravità di episodi asmatici ed infezioni respiratorie ricorrenti. Gli
idrocarburi policiclici aromatici contenuti nel “catrame” e il Polonio 210 sono invece i
principali responsabili dello sviluppo dei tumori, polmonari e non solo.

Infarto e cardiopatie ischemiche
Il fumo è la causa principale di infarto e di malattie coronariche in uomini e donne e si associa al
30% delle morti causate da malattie coronariche, ad un aumentato rischio di morte improvvisa, ad
una aumentata mortalità perioperatoria in pazienti con by pass coronarico.

Infarto miocardio: si verifica quando l’irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco
diminuisce o viene a mancare in seguito all’occlusione di una o più arterie coronariche.
Colpisce più di duecentomila italiani all’anno e in un caso su tre conduce alla morte.
Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di aterosclerosi e di infarto miocardico perché
danneggia le cellule che rivestono internamente i vasi arteriosi, favorendo la formazione di
placche ostruttive e di trombi.

Cardiopatia ischemica: La cardiopatia ischemica è causata dal monossido di carbonio e
dalla nicotina, e’ una delle malattie più frequenti nei paesi progrediti. I fumatori corrono un
rischio di ammalarsi che è più del doppio di quello dei non fumatori. Si stima che il 20-25%
degli incidenti cardiovascolari siano legati al consumo di sigarette. Il fumo, poi, stimolando
una parte del nostro sistema nervoso (adrenergico) può favorire la vasocostrizione o gli
spasimi delle arterie (soprattutto delle coronarie).
Smettendo di fumare il rischio si riduce dopo solo un anno di astinenza.
Dopo 20 anni diventa simile, ma sempre un po’ superiore a quello di chi non ha mai
fumato.

Il fumo di sigaretta facilita non solo l’arteriosclerosi delle coronarie, ma di tutte le arterie. Questo
provoca specialmente nei fumatori numerose malattie. Eccone alcune:

Stroke
Lo stroke (colpo apoplettico) si manifesta con perdita di conoscenza, perdita di feci e urine.
Può portare alla morte o determinare la paralisi di una parte del corpo. Lo stroke è al terzo
posto fra le cause di morte negli U.S.A. ed anche in Italia è molto frequente. Il rischio di
incidenti di questo tipo aumenta del doppio o del quadruplo tra i fumatori.
Smettendo di fumare il rischio si riduce drasticamente già dopo un anno.
Dopo 5-10 anni diventa sovrapponibile a quello di chi non ha mai fumato.

Aneurisma aortico
L’aneurisma aortico è una dilatazione anormale di questa importantissima arteria. E’
pericoloso perchè può facilmente rompersi e la sua rottura provoca la morte immediata. Chi
soffre di aneurisma aortico non dovrebbe fumare, perchè i decessi per rottura sono 6 volte
più numerosi tra i fumatori che tra i non fumatori.

Danni del fumo sulla sessualità maschile
Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio importantissimo nello sviluppo sia
dell’aterosclerosi che della disfunzione erettile del pene. In un importante Studio condotto in
Massachusetts (Massachusetts Male Aging Study-MMAS) si è riscontrato che il fumo di
sigaretta amplifica notevolmente il rischio di impotenza, specie quando associato a
patologie cardiovascolari e relative terapie farmacologiche. Nei soggetti tra i 40 e i 70 anni
l’incidenza di impotenza variava tra il 5% e il 15%.
Nei pazienti trattati per una patologia cardiaca la probabilità di una impotenza completa era
del 56% tra i fumatori e del 21% tra i non fumatori. Tra i pazienti ipertesi in terapia medica,
quelli che fumavano avevano una incidenza di impotenza completa del 20%, mentre i non-
fumatori avevano un rischio di impotenza dell’8.5%, comparabile con quello della
popolazione generale (9.6%).
Ovviamente però non tutti i fumatori sono impotenti, benché il tabacco sia nefasto sia per
l’erezione che per la qualità del liquido seminale. Ma il tabacco non ha solo un effetto
dannoso a livello vascolare, favorendo la formazione di ateromi in tutte le arterie, esso ha
anche un ruolo diretto sul tessuto erettile del pene. L’elasticità del tessuto erettile e quindi la
sua capacità di dilatarsi diminuisce nei forti fumatori, che spesso hanno una erezione molto
meno duratura. Questo effetto negativo è stato verificato in numerosi studi sperimentali,

che hanno mostrato come il fumo di una sola sigaretta sia in grado di danneggiare la
qualità dell’erezione.
L’eliminazione del fumo di sigaretta (presente nel 75% dei soggetti giunti alla nostra
osservazione per Disfunzione Erettile) in questa patologia deve quindi essere considerata
la terapia di prima linea (“first-line therapy”) della disfunzione erettile, oltreché una delle
misure più importanti nella prevenzione dell’aterosclerosi.
Per il medico, inoltre, la terapia della disfunzione erettile del pene è l’ argomentazione più
importante per indurre un paziente a smettere di fumare. La prospettiva di migliorare le
prestazioni sessuali costituisce una motivazione fortissima per far abbandonare al fumatore
la sua tossicodipendenza.
Il fumo inoltre può ridurre la fertilità mediante riduzione della densità dello sperma, del
numero e della mobilità degli spermatozoi

Invecchiamento della pelle
Il fumo accelera l’invecchiamento della pelle e provoca un aumento dell’irsutismo del volto e della
raucedine con un rischio relativo per le forti fumatrici (+ di 10 sigg./die) di 5,6 per l’irsutismo del
volto e di 14,2 per la raucedine.

Relazione tra fumo e demenza
Recenti studi, evidenziano che il tabagismo, con l’andare del tempo, aumenta il rischio di problemi
mentali. Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Londra il vizio del fumo, se protratto per
lungo tempo (anche durante la cosiddetta “età d’argento”), aumenta notevolmente il rischio di un
declino mentale. I risultati della ricerca, infatti, hanno evidenziato che i soggetti fumatori sono
maggiormente soggetti ad un danneggiamento dei vasi sanguigni, compresi quelli cerebrali. Il
fumo, una volta introdotto, causa un restringimento ed un indurimento delle arterie,
compromettendo l’apporto di ossigeno al cervello. Il “vizio della sigaretta”, pertanto, con il passare
degli anni, non danneggia solo bronchi e polmoni; al contrario sembra colpire e deteriorare anche
le funzioni cerebrali.

Effetti sul cavo orale e sull’estetica
Diminuisce le difese immunitarie nei confronti della placca batterica; Determina un ingiallimento
della dentina; Aumenta il rischio di gengiviti; Promuove l’insorgenza del cancro della bocca;

Danni del fumo sulla gravidanza
Il fumo influisce negativamente sull’apparato riproduttivo femminile, provoca menopause più
precoci di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto il fumo altera la normale produzione di
ormoni sessuali femminili.. Una donna gravida che fuma ha un aumentato rischio di aborti di
bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso (-200 g. in media). Il fumo durante la gravidanza
può causare un ritardo di crescita e di sviluppo mentale oltre che polmonare (capacità respiratoria
inferiore del 10%) del bambino.

Effetti su altri organi
Il fumo aumenta il rischio di cancro: della vescica, del fegato, della laringe, dell’esofago, del
pancreas. Il fumo è inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo e la progressione di un precoce
danno renale diabetico (albuminuria) e per il peggioramento della retinopatia nei giovani soggetti
diabetici.

Effetti del fumo passivo sulla salute
Numerosi e rigorosi studi hanno dimostrato che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 1/4
delle malattie respiratorie. E’ ormai ampiamente dimostrato che l’esposizione al fumo di tabacco
ambientale (FTA) costituisce secondo la Enviromental Protectonio Agency (EPA) “uno dei più
diffusi e pericolosi fattori inquinanti dell’aria degli ambienti confinanti”(3) un rischio sanitario
significativo per i non fumatori. Il Surgeon General del USA e la National Accademy of Sciences
sono giunti alla conclusione che anche il fumo passivo è in grado di indurre il cancro polmonare nei
fumatori e che i figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza di polmoniti, di bronchiti e
crisi asmatiche rispetto ai figli di genitori non fumatori (1, 2). Secondo questi rapporti il fumo
passivo provoca ogni anno negli USA quasi 5.000 decessi per cancro del polmone nei non

fumatori. In Italia il fumo passivo sarebbe responsabile di un migliaio di morti l’anno. Anche gli studi
epidemiologici più ottimisti valutano che il rischio cumulativo di morte per tumore polmonare sia di
un morto ogni 1.000 persone esposte al fumo passivo. Questo rischio pur essendo enormemente
inferiore a quello dei fumatori attivi (in cui è dell’ordine di 380 morti ogni 1.000 persone fumatrici).
Tuttavia è decisamente poco accettabile. Recentemente si è vista una stretta correlazione tra fumo
passivo e rinofaringiti con otiti purulenti dei bambini. I figli dei fumatori vanno incontro molto più
frequentemente degli altri (38% in più). Oltre alle malattie respiratorie al fumo passivo si segnala
anche per un aumentato rischio per le malattie coronariche e degli attacchi cardiaci del 20%
(soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio).

Fonte:Ministero della Salute

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0

Your Cart